Trekking dell’anima: appuntamento sul Cammino del Salento

Pellegrine durante il Cammino del Salento e scorcio della Grotta della Poesia.

Cammino del Salento: un trekking spirituale tra mare, natura e fede

Il Cammino del Salento è uno dei percorsi più affascinanti d’Italia per chi desidera vivere un trekking spirituale di gruppo tra paesaggi mediterranei, borghi autentici e luoghi di fede.

Da Lecce a Santa Maria di Leuca, questo itinerario attraversa cinque tappe lungo la spettacolare Via del Mare, alternando sentieri costieri, pinete, antichi borghi e santuari.

Sono Paola, accompagnatrice dei gruppi Rusconi Viaggi e specializzata nei Trekking dell’Anima, e in questo articolo voglio raccontarvi l’esperienza vissuta lungo il Cammino del Salento: un’esperienza organizzata e accompagnata, pensata per chi desidera vivere un trekking spirituale di gruppo, camminando tra la bellezza del Salento, la condivisione del viaggio e momenti di autentica riflessione interiore.

Passo dopo passo, alla ricerca della pace del cuore: le tappe del Cammino del Salento

Oggi il mondo chiede pace. Chiede, prima di tutto, la pace del cuore: quella pace che dipende quasi interamente da noi, dalle nostre scelte, dal modo in cui guardiamo la vita e gli altri. Chiede anche di dissetare quella sete profonda che abita ciascuno di noi, una sete che riemerge sempre, instancabile, alla ricerca di una felicità autentica e duratura, che non svanisca con il tempo o con le difficoltà. È proprio per questo che il mio lavoro mi dona tanta soddisfazione: perché mi permette di accompagnare molte persone in questo percorso, oggi più che mai necessario, alla scoperta di una gioia vera, capace di non deludere.

Accompagnare un trekking spirituale: il mio modo di vivere il cammino

Accompagnare gruppi di pellegrini e camminatori significa mettersi al servizio delle persone, condividendo con loro un percorso che è insieme viaggio, esperienza umana e cammino spirituale.

Con la più grande cura possibile e con passione, affianco i vari gruppi perché possano vivere il cammino o il pellegrinaggio in modo autentico, sereno e significativo, trasformando ogni tappa in un’occasione di incontro, riflessione e condivisione. Il mio obiettivo è contribuire a creare ricordi che lasciano un segno profondo nel cuore di chi parte e di chi torna.

Negli ultimi anni mi sto specializzando in particolare nei cammini spirituali di gruppo, un modo nuovo e più dinamico di vivere la fede, pensato soprattutto per avvicinare e coinvolgere un pubblico più giovane, ma anche persone alla ricerca di un’esperienza rilassante e profonda. Si tratta di itinerari che uniscono il cammino nello splendore della natura alla riflessione personale, alla condivisione e alla spiritualità, vissuta in modo semplice e contemporaneo.

Vivi il Cammino del Salento con noi

Dal 18 al 24 ottobre partirà il nostro trekking spirituale di gruppo nel Salento, accompagnato dallo staff Rusconi Viaggi.

Un percorso tra Lecce e Santa Maria di Leuca, dove natura, spiritualità, condivisione e cammino diventano un’unica esperienza.

1° giorno: Da Milano a Lecce, tappa di avvicinamento

Mappa che illustra il Trekking del Cammino del Salento

Dopo aver percorso con entusiasmo la Via Francigena sulle dolci colline dorate tra Siena e Montefiascone, e il tratto del Cammino portoghese tra Vigo e Santiago di Compostela, esperienze di gruppo ricche di umanità e di gioia nella comunione, sono partita in esplorazione con la mia amica Daniela, per preparare il trekking della Via del mare nel Salento. Questo trekking avrà luogo in autunno per contare su di un clima mite, dal 18 al 24 ottobre, e prevede cinque tappe tra Lecce e Santa Maria di Leuca.

Giovedì mattina partiamo all’alba alla volta dell’aeroporto di Milano Malpensa. L’aereo parte felicemente in orario da Milano verso Brindisi e con un’ora e un quarto di volo, dalle 7:10 alle 8:30, siamo già nel Salento. Dato che il pullman navetta che porta dall’aeroporto di Brindisi a Lecce è un’ora e mezza dopo, scegliamo di prendere la navetta fino alla stazione ferroviaria di Brindisi e da lì prendere un Intercity Brindisi Lecce.

PRIMA TAPPA: LECCE – SAN FOCA

  • Distanza della prima tappa: 25 km.
  • Terreno: strada asfaltata e sterrata.
  • Tempo di percorrenza: 6 ore.

La prima tappa del Cammino del Salento, conduce da Lecce a San Foca lungo la suggestiva Via del Mare. È un percorso ideale per chi desidera vivere un trekking spirituale di gruppo tra natura, borghi storici e panorami sul mare Adriatico.

Il primo impatto con la città di Lecce è davvero suggestivo: attraversando il centro storico, solare e quasi accecante, ci dirigiamo verso la monumentale Porta Napoli. L’ingresso dalla tradizionale Porta da cui partono tutti i pellegrini ci riempie di emozione. Scattiamo due foto per immortalare “l’attimo”. Attraversata la Porta, senza soffermarci per la visita di Lecce rimandata al ritorno, iniziamo subito il cammino dopo una colazione tipica a base di caffè leccese e dolci locali.

I primi passi sul Cammino del Salento

Ricevuto il primo timbro sul Passaporto del Pellegrino, lasciamo la città passando accanto al Castello e alla Fontana dell’Armonia. Il percorso prosegue verso Merine tra campi, masserie e muretti a secco. Lungo la strada incontriamo il primo gruppetto di ragazze dirette come noi sulla via del mare e questo incontro ci offre il conforto di saperci già in cammino con altri pellegrini.

Iniziamo nell’ora più calda del giorno, ma comunque cariche e piene di coraggio, in questi primi chilometri del cammino: oggi ci guadagneremo l’arrivo al mare e l’aspettativa è altissima. Ogni tanto in mezzo ai campi incrociamo delle belle masserie e a volte la possibilità di fare il timbro sul passaporto del pellegrino. Lungo il cammino, prima di arrivare al paesino di Merine, sostiamo in una cappellina per un saluto alla Madonnina e qualche minuto di riposo. Non siamo le sole a trovare un fresco riconforto dentro la chiesetta, con noi entrano festose alcune rondini… e mi viene in mente il salmo 84 adattissimo per dare colore a questo commovente quadretto: “Anche il passero trova una casa e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.”

Attraversato il tranquillo borgo di Merine, raggiungiamo Acaya, affascinante città fortificata, dove una pausa in piazza permette di apprezzarne l’atmosfera sospesa nel tempo e alcune antiche cisterne sotterranee.

Ripreso il cammino seguiamo la segnaletica non sempre chiara, e attraversiamo la riserva delle Cesine, ricca di flora e fauna mediterranea. Qui, per pura Provvidenza, un contadino sbucato dal nulla con la sua quattro cavalli, ci informa sulla strada da percorrere, e dopo alcune vie alternative raggiungiamo di nuovo il cammino verso il mare.

La segnaletica lungo il Cammino del Salento

Spendiamo due parole sulla segnaletica: si possono trovare spesso frecce disegnate a terra con la vernice arancione, adesivi sui pali, oltre alle classiche frecce in legno. Poi, verso il mare e in mezzo alle pinete, si trovano anche dei cartelli in bella calligrafia, completamente arancioni, con la scritta: “Via del Salento”. In generale la segnaletica non è male, ci sono però alcuni passaggi che non sono ben segnalati, e questo basta ad avere ogni tanto dei dubbi ed anche a perdersi…

Ritrovato il percorso, l’avvicinarsi del mare si percepisce sempre più fino al primo emozionante avvistamento della costa.

Il tratto finale conduce tra pinete e sentieri costieri fino a Torre Specchia Ruggeri e poi a San Foca, raggiunta al tramonto. Qui si sperimenta la calorosa accoglienza locale: l’albergatore offre un passaggio e un negoziante regala prodotti tipici. La giornata si conclude con la scoperta del borgo marinaro, delle sue tradizioni legate a San Foca e della bellezza delle sue spiagge e del porto.

SECONDA TAPPA: SAN FOCA – OTRANTO

  • Seconda tappa: 25 km.
  • Terreno: strada sterrata.
  • Tempo di percorrenza: 6,5 ore.

Il secondo giorno del nostro trekking di gruppo nel Salento regala alcuni dei panorami costieri più spettacolari dell’intero itinerario, tra Roca Vecchia, la Grotta della Poesia, Torre dell’Orso e Otranto.

Dopo la prima notte ristoratrice a qualche metro dal mare, ci alziamo con una buona colazione e il vento nelle vele!

Proseguiamo da San Foca sulla pista ciclabile, fino ad arrivare a una piccola spiaggia. La attraversiamo, per poi proseguire su un sentiero retrodunale, arrivando a Roca, dove visitiamo l’incantevole chiesetta bianca, seminterrata, di Maria Santissima delle Grazie situata a pochi metri dal mare, costruita sul sito di un antico ipogeo rupestre. Ammirata la chiesetta, entriamo all’interno del Parco Archeologico di Roca Vecchia e nella splendida Grotta della Poesia (ingresso gratuito mostrando il Passaporto del Pellegrino, uno per persona).

Gli incontri che rendono speciale il Cammino del Salento

Lasciata la grotta, arriviamo dopo poco a Torre dell’Orso, scendendo la scalinata verso il mare. Il cammino prosegue sulla strada vicino alla pineta, fino ad arrivare all’ingresso dell’area naturale costiera di Torre dell’Orso. Si segue il sentiero per le due sorelle, due meravigliosi faraglioni, resi celebri anche da un’antica leggenda. Procedendo sulla costa tramite il sentiero ben visibile, si arriva agli splendidi faraglioni di Torre Sant’Andrea, un’opera d’arte della natura. Proseguendo arriviamo alla piccola baia con lo scoglio Tafaluro, conosciuto come “la sfinge”. Procediamo ancora sulla costa e all’altezza di Conca Specchiulla rientriamo nella pineta, percorrendo lo sterrato con la staccionata in legno.

Nell’area del parco incrociamo vari pellegrini partiti come noi al mattino da San Foca. Una delle particolarità molto belle dei cammini è che incroci, a più riprese, durante la giornata o nei giorni successivi, gli stessi pellegrini, per cui si intrecciano delle belle amicizie.

Arrivate ad uno splendido agriturismo di Frassanito dove trascorreremo la notte, ci avventuriamo in un giro a due ruote giù per la costa, sulla provinciale SP366, verso Otranto. Parcheggiamo comodamente fuori dalle mura e visitiamo la splendida città di Otranto, dopo una fresca merenda.

Otranto regala un’esperienza luminosa e vivace fin dal primo sguardo. Passeggiando tra le sue viuzze strette, si resta incantati dal contrasto tra le case bianchissime e il cielo limpido, di un azzurro intenso quasi volutamente esaltato dalla luce del sole. Ogni angolo è animato da colori caldi e brillanti, che rendono l’atmosfera accogliente e mediterranea. La visita alla basilica è un momento suggestivo: al suo interno, il grande mosaico sulla storia della salvezza cattura l’attenzione con i suoi dettagli e la sua storia, rendendo l’ambiente ancora più affascinante. All’esterno, il centro storico pullula di vita, con tantissimi turisti che si muovono tra negozietti locali ricchi di oggetti artigianali e tonalità vivacissime. Otranto è così: un intreccio di luce, colori e vitalità, dove ogni scorcio racconta la bellezza semplice ma intensa del Sud.

Di ritorno da Otranto, dopo un breve riposo, ci concediamo una deliziosa cena a base di prodotti locali con piatto tipico: massa e ceci (più nota come Ciceri e Tria).

Notte confortante nella pace assoluta di un agriturismo 5 stelle!

Un trekking spirituale aperto a tutti

Il nostro Cammino del Salento non è pensato solo per camminatori esperti.

È ideale per chi desidera:

  • vivere una settimana nella natura
  • rallentare
  • condividere il cammino con un gruppo
  • ritrovare tempo per sé
  • unire trekking e spiritualità

Ogni giornata alterna sentieri, borghi storici, soste culturali e momenti di riflessione.

TERZA TAPPA: OTRANTO – SANTA CESAREA TERME

  • Distanza della terza tappa: 23 km.
  • Terreno: strada sterrata e asfaltata.
  • Tempo di percorrenza: 6 ore.

Questa è una delle tappe più affascinanti del Cammino del Salento, dove il trekking lungo la costa incontra fari, sentieri panoramici e luoghi simbolo della spiritualità del territorio.

La giornata inizia con una colazione speciale sul balcone, tra luce mediterranea e vista sui laghi Alimini: il primo pasticciotto segna un momento perfetto prima di ripartire.

Il caldo si fa subito intenso. Il vento del mare accompagna il cammino lungo la via degli Alimini, tra pinete, spiagge e soste ombreggiate fino alla Baia dei Turchi. Più faticoso l’arrivo a Otranto, sotto il sole e tra campi spogli.

Uno dei tratti più spettacolari del Cammino del Salento

Dalla città si riparte verso il mare lungo un trekking costiero di straordinaria bellezza: Torre del Serpe, calette limpide, cavalli al pascolo e la costa che cambia colore, tra pini e terra rossastra. Alla Masseria Orte c’è una caletta di un azzurro intenso e incontaminato, dove troviamo numerosi bagnanti.

Al chioschetto ci concediamo una piccola pausa… e si riparte, risalendo la costa in un altro scenario, fatto di pini marittimi e campi fioriti, con il colore del terreno che diventa di un rosso quasi violaceo. Ci sfiora il rimpianto per la cava di bauxite non vista, ma la natura resta protagonista.

Al Faro Palascìa, punto più orientale d’Italia, lo scenario è suggestivo e simbolico. Qui, un semplice caffè da un’Apecar diventa occasione di incontro e riflessione: il pellegrino, nella sua essenzialità, suscita spontaneamente accoglienza e umanità, creando legami inattesi lungo la strada. Non è infatti l’unica volta che scopriamo questa simpatia verso i pellegrini. Forse il pellegrino affascina perché, in qualche modo, rappresenta qualcosa che tutti custodiamo dentro ma che raramente lasciamo emergere.

Il vero significato di un trekking spirituale

È essenziale, leggero, libero dal superfluo, e questo lo rende immediatamente autentico agli occhi degli altri. Non cerca di apparire, ma semplicemente di essere: cammina, si affida, accoglie ciò che incontra lungo la strada.

Forse è proprio questa sua vulnerabilità a generare vicinanza. Il pellegrino ha bisogno, ma non pretende; chiede, ma con gratitudine; offre racconti, sorrisi, umanità. E così diventa uno specchio in cui chi incrocia il suo cammino si rivede, riconoscendo una parte di sé che desidera rallentare, incontrare, condividere.

In un mondo spesso frenetico e chiuso, il pellegrino apre spazi: di dialogo, di ascolto, di gentilezza. Porta con sé il tempo lungo del cammino, la semplicità dei gesti, il valore dell’incontro. E forse è proprio per questo che attorno a lui nascono amicizia e piccoli favori spontanei: perché ricorda a tutti che, prima ancora di essere passanti frettolosi, siamo compagni di viaggio. E così, davanti a un caffè offerto in mezzo alla strada, comprendiamo che non si tratta solo di ristoro, ma di relazione. Un filo invisibile che unisce storie diverse e che, passo dopo passo, trasforma un cammino in un trekking dell’anima, in un’esperienza condivisa di umanità.

La stessa ospitalità si ritrova in Salvatore, dell’agriturismo dove si pernotta, che si offre di venire incontro alle difficoltà del cammino. Durante il tragitto in auto, non fa mancare racconti e scorci della costa fino a Porto Badisco, luogo mitico legato a Enea, e a Santa Cesarea Terme.

La giornata si conclude a Vitigliano, accolte con cura e semplicità, in un clima di genuina attenzione verso i pellegrini, che conferma come questo cammino sia fatto tanto di paesaggi quanto di incontri.

QUARTA TAPPA: SANTA CESAREA TERME – MARINA SERRA

  • Distanza della quarta tappa: 24 km.
  • Terreno: strada sterrata e asfaltata.
  • Tempo di percorrenza: 6 ore.

Il trekking prosegue verso Castro, Tricase e Marina Serra, attraversando uno dei tratti più autentici della costa salentina, dove il cammino diventa anche occasione di incontro e condivisione.

La nuova giornata si apre con la premura di Salvatore che, vedendoci affaticate, ci risparmia un tratto di cammino accompagnandoci fino a Castro Alta. Il borgo, affacciato su un mare cristallino, ci conquista con il suo centro storico e la vista spettacolare, prima della discesa verso Castro Marina.

Per evitare un tratto impegnativo sulla scogliera, proseguiamo sulla strada parallelamente alla costa, raggiungendo la suggestiva Cala dell’Acquaviva e poi le zone della Grotta Verde, animate da una tranquilla movida domenicale.

Qui incontriamo persone che, con semplicità e calore, condividono racconti e premure: dai residenti segnati da un recente incendio alla signora Silvia, che ci offre aiuto e rievoca con emozione la figura di Don Tonino Bello.

Il cammino conduce a Tricase Porto, dove ci concediamo un bagno e un panzerotto rigenerante. Nonostante la possibilità di fermarsi sulla costa, decidiamo di salire a piedi verso Tricase, anche grazie al tempo guadagnato al mattino. Lungo il percorso e nell’organizzazione della tappa emerge ancora una volta la disponibilità degli ospitanti, pronti ad aiutare i pellegrini.

L’arrivo a Tricase regala un’atmosfera vivace ma autentica: la chiesa legata a Don Tonino Bello invita alla riflessione, mentre il paese, tra pietra chiara e luci serali, si anima con gioiosa vitalità.

La giornata si chiude tra sapori locali, incontri e racconti di vita. Come quello di Stefano, che accoglie con cura nel suo B&B e condivide uno spaccato sincero del territorio, tra accoglienza e partenze dei più giovani.

QUINTA TAPPA: MARINA SERRA- SANTA MARIA DI LEUCA

  • Distanza della quarta tappa: 20 km
  • Terreno: Sterrato e asfalto
  • Tempo di percorrenza: 5,5 h

L’ultima tappa del Cammino del Salento conduce fino al Santuario di Santa Maria di Leuca, meta finale del nostro trekking spirituale organizzato. Qui, Adriatico e Ionio si incontrano in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia.

Oggi è il grande giorno dell’arrivo al Santuario di Santa Maria di Leuca. Questa meta raccoglie e dà senso alle molte meraviglie incontrate lungo il cammino, dopo giorni colmi di bellezza, fatica e meraviglia.

Consumiamo una piacevole colazione al bar vicino con l’immancabile pasticciotto. Al termine, il titolare del B&B ci propone di accompagnarci di buon mattino fino alla costa, evitandoci la lunga discesa da Tricase. Accettiamo volentieri. Raggiungiamo così Marina Serra, famosa per la sua splendida piscina naturale, che possiamo solo ammirare dall’alto. Dopo i recenti crolli, infatti, non è più possibile accedervi.

Stefano ci propone di accompagnarci fino all’ingresso del Sentiero delle Cipolliane, risparmiandoci un’altra ora di cammino (5km circa). Accettiamo perché sarà comunque una lunga giornata di marcia assolata. E poi abbiamo fretta di una buona pausa ristoratrice al mare!

Il Sentiero delle Cipolliane e il Ponte Ciolo

Superata Marina di Novaglie, con le sue torri costiere e grotte accessibili dal mare, inizia uno dei tratti più splendidi del Cammino del Salento. Attraverso lo spettacolare Sentiero delle Cipolliane. Qui si trovano le famose grotte del diavolo.

Camminiamo lungo una sottile linea di confine tra terra e mare. Siamo immersi in un paesaggio che toglie letteralmente il fiato, a picco sull’acqua, fino a raggiungere l’insenatura del Ciolo. Qui, a collegare le due alte sponde rocciose, si erge il grande Ponte Ciolo, a circa 40 metri sul livello del mare.

Scendendo lungo una scalinata raggiungiamo la piccola spiaggia. Lo spettacolo è a dir poco paradisiaco: l’acqua cristallina ha un intenso colore verde, dovuto a un leggero velo di muschio che ricopre le pietre sul fondo della caletta.

Dopo circa un’ora di sosta in questo luogo incantevole, riprendiamo il cammino. Rientriamo nell’entroterra e salendo lungo una mulattiera sassosa verso Gagliano del Capo, attraverso un percorso disseminato di grotte e spettacolari falesie.

A Gagliano, il profumo del pane fresco ci conduce in un piccolo panificio, dove gustiamo prodotti deliziosi, vivendo un momento semplice ma pieno di significato. La gentilezza della fornaia, che si interessa al nostro cammino fino a offrirci un passaggio per il giorno seguente, diventa un’ulteriore prova della straordinaria accoglienza salentina.

Il percorso prosegue tra strade di campagna, muretti a secco e paesaggi sempre più suggestivi. Gli ultimi chilometri sono carichi di emozione, segnati dall’incontro con altri pellegrini e dalla consapevolezza di essere ormai vicini alla meta.

All’improvviso appare il faro di Santa Maria di Leuca: è il segno dell’arrivo. Raggiunto il Santuario de Finibus Terrae e l’alta colonna sulla quale domina la Vergine Assunta. Esplode la gioia condivisa dell’impresa compiuta, tra emozione, gratitudine e un profondo senso di compimento.

Dal santuario lo sguardo si apre su un panorama ineffabile, simbolico confine tra terra e mare. Il viaggio trova qui il suo punto di finale pienezza.

Dopo una breve visita al paese, la giornata si conclude con una passeggiata sul litorale, immersi nella luce intensa e nella bellezza unica del luogo, dove Adriatico e Ionio si incontrano.

Accanto a tutta questa bellezza, emergono i luoghi dello spirito, che rendono Leuca una meta profondamente simbolica. Il Santuario De Finibus Terrae, la colonna mariana al centro del piazzale, la via Crucis immersa nel verde, la grande scalinata monumentale che unisce il santuario al mare.

Tutto invita alla contemplazione, al raccoglimento, al senso di compimento che ci dona infine pienamente quella pace che ci ha messi in cammino fino a qui.

SESTO GIORNO: SANTA MARIA DI LEUCA – LECCE

La giornata si apre con una luce limpida e con il dono di un ultimo momento vissuto pienamente: una breve passeggiata mattutina e la possibilità di partecipare alla Messa delle 7.00 al Santuario.

È un tempo intimo di raccoglimento, in cui il cammino appena concluso trova senso nelle parole della liturgia. Queste sembrano accompagnarci come un’eco del cammino appena concluso.

Si parla di cieli nuovi e di una terra nuova, di un’attesa che non è fine a sé stessa ma apertura verso qualcosa di più grande.

È impossibile non riconoscervi anche il senso dei nostri passi, che proprio ora, giunti alla meta, devono spalancarsi su un orizzonte ancora più ampio: quello della vita.

Il salmo responsoriale risuona nel cuore con una dolcezza particolare, ricordandoci che “il Signore è rifugio di generazione in generazione”. Lo è stato anche per noi, lungo sentieri assolati, tra incontri inattesi e fatiche condivise. Ogni passo, in fondo, è stato custodito.

E poi il Vangelo, così essenziale, invita a ridare a Dio ciò che è di Dio. Come non leggere tra le righe che questa Parola parla a noi oggi del nostro cammino. Un cammino che non è solo qualcosa di bello che ci ha arricchite e che dobbiamo portare via con noi, ma anche qualcosa da consegnare.

Le fatiche, la gioia, gli incontri, le luci ricevute trovano senso proprio nel momento in cui le restituiamo, come un’offerta silenziosa e grata. Ci alziamo da quella Messa con una consapevolezza nuova: il viaggio non si chiude davvero, ma va ridonato perché continui dentro di noi. Ripartiamo trasformate, con una nuova speranza per ricominciare e per condividere ad altri la gioia vissuta.

Come promesso, i fornai arrivano a prenderci: un gesto gratuito e genuino che profuma di umanità e arricchisce il cammino. Alla stazione di Gagliano incontriamo altri pellegrini.

Il loro racconto, segnato da difficoltà e rinunce, ci ricorda quanto ogni esperienza di viaggio sia fragile e diversa.

Il rientro verso Lecce scorre lento tra i paesi dell’entroterra. Ci accompagna da una colonna sonora anni ’80 che segna il passaggio dal silenzio del cammino alla vita cittadina.

L’arrivo a Lecce ci accoglie con la luce della pietra chiara e un’eleganza diffusa.

Dopo giorni essenziali, anche un semplice pranzo diventa speciale, mentre il pomeriggio si snoda tra botteghe, chiese e tradizioni vive: profumi, sapori e artigianato raccontano l’anima della città. Porta Napoli e i monumenti del centro aprono scorci ricchi di storia e fascino.

La sera, tra luci e vivacità, Lecce si anima: una cena all’aperto e una passeggiata tra piazze e rovine accompagnano la chiusura della giornata. Rimane uno sguardo nuovo, sospeso tra il passo lento del cammino e il ritmo della città, capace di parlare in modo nuovo al cuore.

VIAGGIO DI RITORNO: LECCE – BRINDISI – MILANO MALPENSA

L’ultima giornata del nostro Cammino del Salento si apre con un ritmo ormai familiare, fatto di passi, attese e piccoli gesti che accompagnano il ritorno. Tra il viaggio verso l’aeroporto e le ultime soste, si respira già una sottile nostalgia, addolcita da semplici rituali. L’attesa dell’ultima navetta all’ombra di un magnifico albero, l’ultimo caffè leccese, l’acquisto dei pasticciotti da portare a casa. Come a voler trattenere un frammento di questa terra con noi.

Il volo diventa l’ultimo momento per attraversare quel cielo che non ha mancato mai di donarci segni di trasparenza e tenerezza in questi giorni meravigliosi.

L’Italia si distende limpida da sud a nord, attraversata da un mare all’altro, quasi un saluto silenzioso a un cammino vissuto intensamente tra luce, mare, vento e orizzonti sconfinati. Ognuno porta con sé i suoi ricordi, le sue immagini preferite, il suo speciale momento di grazia, il volto di una persona divenuta amica.

Il rientro riporta lentamente alla quotidianità, ma con uno sguardo cambiato. Perché il viaggio non resta solo nei ricordi. Continua come traccia interiore, invito a rimettersi in cammino e testimonianza viva di un’esperienza che va oltre i luoghi attraversati. È qualcosa che si può davvero comprendere solo vivendolo, passo dopo passo.

Parti con noi il 18 ottobre

Il diario che hai appena letto nasce dal sopralluogo realizzato dal nostro staff per preparare il prossimo Cammino del Salento.

Dal 18 al 24 ottobre potrai vivere questo trekking spirituale di gruppo insieme ai nostri accompagnatori, condividendo ogni tappa tra Lecce e Santa Maria di Leuca.

✔ Cammino accompagnato

✔ Organizzazione completa

✔ Piccolo gruppo

✔ Natura, spiritualità e condivisione