In questo anno giubilare francescano, a ottocento anni dalla nascita al Cielo di san Francesco, ci siamo messi più volte in cammino sulle orme del Poverello di Assisi, per venerarne le spoglie e affidarci con fiducia alla sua intercessione.
È stato proprio questo lo spirito che ha animato il pellegrinaggio in Umbria con il gruppo missionario di Verano in Brianza. Un cammino vissuto con cuore umile, desiderosi di posare i nostri passi là dove Francesco aveva camminato. Ci siamo lasciati avvolgere dal profumo della sua santità e dalla luce limpida della sua fede.
Ogni luogo visitato è diventato per noi una sosta di grazia, capace di rivelare tratti della sua vita e del suo carisma, fiorito in un tempo di prova per la Chiesa. Fu allora che il Signore parlò al cuore di Francesco, chiamandolo a “riparare la sua casa”: non solo nelle pietre, ma nello spirito, ridonandole autenticità e amore.
Così anche noi, sulle sue orme, abbiamo rinnovato il nostro “sì”, perché il nostro cammino diventi testimonianza viva di Vangelo, nella semplicità e nella gioia fraterna, alla ricerca di quella pace che il mondo non sa dare.
Pellegrinaggio sulle orme di San Francesco: il nostro itinerario in Umbria
Giorno 1 – Spoleto ed Eremo di Monteluco
Il primo giorno ci ha condotti a Spoleto, luminosa città umbra adagiata tra le colline, custode di storia e spiritualità. Fin dall’arrivo abbiamo percepito l’impronta lasciata da san Francesco e da generazioni di credenti.
Attraversando le sue vie, siamo giunti alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, dove lo sguardo si eleva spontaneamente verso Dio. Varcata la soglia, siamo stati accolti dalla ricchezza degli affreschi, tra cui il maestoso ciclo absidale di Filippino Lippi, che narra con delicatezza la vita della Vergine. La luce, filtrando dall’alto, esalta i colori e sembra rendere presente il mistero rappresentato sotto il nostro sguardo stupìto.
Accanto alla Cattedrale, l’antichissima chiesa romanica di Santa Eufemia ci ha introdotti in un clima più raccolto. Uno spazio essenziale che richiama la semplicità e la nudità tanto cara a san Francesco e invita a ritrovare ciò che davvero conta. Tra quelle pietre antiche, tutte impregnate di preghiera, è stato bello scoprire la storia della città e il suo legame con l’arte di epoca longobarda.
Ma è nel tardo pomeriggio che la nostra anima ha trovato una particolare quiete, quando siamo saliti all’ Eremo di Monteluco. La strada che si arrampica tra i boschi sembra quasi condurre fuori dal tempo, accompagnando il pellegrino verso un luogo di raccoglimento e di intimità con Dio.
Immerso in una fitta lecceta, considerata fin dall’antichità un luogo sacro, l’eremo conserva ancora oggi l’austerità tanto amata da san Francesco. Qui trovava rifugio per il suo intimo colloquio col Signore, immerso nella bellezza del creato.


Giorno 2 – Assisi, Santa Chiara ed Eremo delle Carceri
La seconda giornata ci ha portati ad Assisi, cuore dell’esperienza francescana. Salendo verso la Basilica di San Francesco, abbiamo avvertito un profondo senso di raccoglimento, consapevoli di entrare in un luogo santo, intriso di preghiera e di secoli di fede. Varcata la soglia, ci siamo lasciati profondamente affascinare dalla storia di Francesco, guidati dalla spiegazione intensa e appassionata di suor Palmira. Attraverso le sue parole, cariche di amore, la figura di san Francesco è diventata viva davanti ai nostri occhi, come un Vangelo incarnato.


Gli affreschi di Giotto e Cimabue ci hanno accompagnati nei momenti decisivi della sua vita. Dalla chiamata alla spogliazione, dall’abbraccio al lebbroso fino alla perfetta letizia. L’arte si è fatta preghiera, divenendo una vera finestra sul mistero di Dio e della sua Provvidenza all’opera nella sua storia.
Scendendo alla cripta, davanti alla tomba di san Francesco, abbiamo sostato nel silenzio, affidando intenzioni e speranze all’intercessione di un fratello così vicino al cuore del Padre.
Il cammino è proseguito verso la Basilica di Santa Chiara, dove il Crocifisso di San Damiano ha ravvivato in noi il desiderio di incontrare il Signore “faccia a faccia”.


La giornata si è conclusa con la visita dell’eremo delle Carceri, dove lo sguardo si è posato su una natura ancora intatta e silenziosa, custodita per favorire l’incontro con l’Infinito. Immersi nel bosco, tra lecci maestosi e sentieri raccolti, abbiamo percepito la profondità di un luogo scelto da san Francesco per la preghiera più intima. Abbiamo sostato con particolare emozione davanti alla grotta dove Francesco si ritirava e al semplice giaciglio su cui riposava. Segni poveri, essenziali, ma carichi di una presenza che ancora oggi interpella e commuove. La Santa Messa celebrata in piena natura, ci ha permesso di lasciarci avvolgere e colmare dalla pace di questo luogo e dalla sua luce dolce. Siamo ripartiti col desiderio di custodire, anche nella vita quotidiana, uno spazio di silenzio in cui Dio potrà ancora e incessantemente parlare.
La giornata si è conclusa a Bevagna, animata dal Mercato delle Gaite: un tuffo nel Medioevo tra botteghe, colori e antichi mestieri. Una festa viva che ci ha avvicinati al contesto umano in cui Francesco ha vissuto e annunciato il Vangelo.
Così, tra il raccoglimento della preghiera e la freschezza di una festa popolare, si è chiuso il nostro secondo giorno, custodendo nel cuore gratitudine e letizia.
Parti con noi in un trekking di gruppo sulla via di Francesco!
La prossima partenza in programma è dal 21 al 26 settembre.
Ti invitiamo a metterti in cammino con noi e a vivere un’esperienza che unisce fede, natura e fraternità.
Giorno 3 – Greccio e Sacro Speco di Narni
Continuiamo il nostro cammino lasciandoci guidare ancora più in profondità dentro il cuore di san Francesco. Abbiamo scoperto due dei suoi luoghi più cari, segnati nuovamente dalla sua intimità con Dio: Greccio e il Sacro Speco presso Narni.


A Greccio, siamo giunti dopo una tranquilla salita a piedi, preparandoci a entrare in un mistero familiare e allo stesso tempo sempre nuovo. È qui che Francesco, nella semplicità di una grotta e con la concretezza della gente del luogo, volle far rivivere il Natale del Signore. In quel luogo povero e raccolto, dove il cielo sembra chinarsi sulla terra, abbiamo contemplato il mistero dell’Incarnazione. Dio che si fa vicino, vulnerabile, e sceglie la via dell’umiltà per incontrare ogni uomo. Davanti al ricordo del primo presepe, la nostra anima si è lasciata toccare dalla grandezza di un Dio Altissimo che si fa il più piccolo di tutti.


Al Sacro Speco di Narni, scavato nella roccia e immerso nel silenzio, tutto parla di essenzialità e di dialogo profondo con l’Onnipotente. Qui abbiamo percepito ancora l’eco dell’invocazione di Francesco: “Mio Dio e mio tutto!”.
Quanti “deserti” interiori abbiamo attraversato in questi giorni… spazi in cui il Signore ha potuto parlare ai nostri cuori.
Giorno 4 – Renacavata e Rasiglia
Sulla via del ritorno, ci siamo lasciati condurre da fra Fabio, Cappuccino di Renacavata presso Camerino, alla scoperta della storia dell’Ordine e delle sue riforme. Attraverso il suo racconto semplice e appassionato, abbiamo ripercorso i passi di una fraternità che, nei secoli, ha cercato di custodire e rinnovare lo spirito originario di san Francesco. Ritornando sempre al Vangelo come fonte viva e inesauribile. In quel momento conclusivo del nostro pellegrinaggio, abbiamo compreso con maggiore chiarezza che la chiamata di Francesco non appartiene solo al passato. La chiamata continua a risuonare oggi nella vita della Chiesa e in ciascuno di noi. È un invito esigente e liberante insieme: vivere il Vangelo con radicalità e letizia, nella semplicità e nella gioia di chi si sa amato.


L’ultimo dono del pellegrinaggio è stato il paesino di Rasiglia, una piccola perla incastonata tra le montagne. Una “chicca” finale che ci ha accolti con la freschezza delle sue acque e la serenità dei suoi scorci. Le sue vie, attraversate da ruscelli limpidi e da un continuo mormorio d’acqua, ci hanno regalato una sensazione di pace e di ristoro profondo.
In questo luogo abbiamo chiaramente percepito un riflesso della bellezza del creato tanto amata da san Francesco. Sorella acqua che scorre, limpida e viva, fratello sole che si riflette sulle pietre e nei ruscelli, accarezzandoli con la sua luce. E proprio in questa bellezza semplice e luminosa ci è sembrato di cogliere un’eco del Cantico dei Cantici, canto d’amore, segno tangibile della tenerezza di Dio.
Rasiglia è stata così per tutti noi, pellegrini sulle orme di Francesco: non solo un ristoro per i nostri corpi, provati dal caldo di queste giornate, ma anche un’ultima carezza per l’anima. Un invito a tornare a casa con uno sguardo rinnovato, capace di lodare Dio in ogni dono ricevuto.
Un cammino che continua
Ringraziamo di cuore tutti i pellegrini che hanno camminato con noi: per la disponibilità, la comunione, la gioia condivisa e la fatica resa più leggera insieme. Torniamo a casa con i cuori colmi di grazia, pronti a diventare, nella quotidianità, piccoli strumenti della Sua pace.
Questo pellegrinaggio si inserisce in un anno particolarmente ricco per Rusconi Viaggi, che ci ha visti più volte tornare in Umbria sulle orme di san Francesco.
Parti con noi in un trekking di gruppo sulla via di Francesco!
Se questo racconto ha fatto nascere in te il desiderio di seguire le orme di San Francesco, puoi vivere questa esperienza in prima persona con il nostro Trekking dell’Anima – Via di Francesco.
Un itinerario di gruppo che attraversa alcuni dei luoghi più significativi della spiritualità francescana, tra Assisi, eremi immersi nella natura, antichi santuari e paesaggi che invitano al silenzio, alla preghiera e alla contemplazione. Accompagnati dalla nostra organizzazione e da una guida spirituale, ogni tappa diventa un’occasione per riscoprire il Vangelo attraverso il cammino.
La prossima e unica partenza in programma è dal 21 al 26 settembre.
Ti invitiamo a metterti in cammino con noi e a vivere un’esperienza che unisce fede, natura e fraternità.
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