Uno dei più importanti santuari del mondo ortodosso
Il Monastero di Kykkos è il cuore spirituale, culturale e storico di Cipro, celebre in tutto il mondo ortodosso per la sua straordinaria eredità sacra. Fondato alla fine dell’XI secolo dall’imperatore bizantino Alessio I Comneno, il monastero sorge a circa 1.318 metri di altitudine sulle vette dei monti Troodos. Il monastero è immerso in uno scenario naturale che ne amplifica l’atmosfera di misticismo e isolamento orante. La montagna del monastero Kykkos porta anche il nome di “Trono della Vergine Maria”, in quanto dedicato alla Santissima Madre del Salvatore. Il monastero è oggi il più conosciuto e più ricco di tutti i monasteri dell’isola, oltre ad essere quello più importante a livello storico e culturale. Il monastero ospita, da oltre 900 anni, l’icona della Vergine che, secondo la tradizione, fu dipinta dall’evangelista Luca.
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La fondazione del Monastero di Kykkos
La storia racconta che in una grotta nascosta tra le montagne del Kukkos viveva un integerrimo eremita di nome Isaia. Nel 1092, il governatore bizantino dell’isola Manuele Boutoumites andò a caccia e si perse nel bosco. Lì incontrò l’eremita Isaia al quale chiese come ritrovare il cammino. L’eremita però, il quale evitava il contatto con le persone, non rispose alle sue domande, allora Manuele lo offese e lo maltrattò. Poco dopo, il governatore fu colpito da una grave e improvvisa malattia (una sorta di paralisi o letargo). Ricordò così la propria crudeltà nei confronti di Isaia. Capendo di aver peccato, Manuele chiese perdono a Isaia e guarì miracolosamente grazie alle preghiere del monaco.
Per sdebitarsi, il governatore promise di esaudire un desiderio dell’eremita. Isaia chiese la preziosa icona della Madonna dipinta da San Luca, custodita nel palazzo imperiale di Costantinopoli. Manuele si fece mediatore presso l’imperatore e, dopo alterne vicende, l’icona mosaico fu trasferita a Cipro. In questo luogo, Manuele finanziò la costruzione del celeberrimo Monastero di Kykkos, dopo che gli alberi si erano inchinati al sopraggiungere dell’icona della Vergine.

Il velo del mistero
Per secoli, l’icona è rimasta coperta da un drappo di velluto e oro, e nessuno osa guardarla direttamente. Questo velo non è solo una protezione fisica, ma un potente simbolo teologico: rappresenta il mistero divino che incute timore reverenziale. La devozione dei pellegrini si esprime attraverso il tatto e la preghiera davanti al velo, enfatizzando una fede che non ha bisogno di vedere per credere.
L’icona della Madonna di Kykkos, faro di resilienza e d’intercessione
Nei secoli, il monastero è sopravvissuto a devastanti incendi e dominazioni straniere. Per il popolo cipriota, la Panagia di Kykkos è la “Madre” a cui rivolgersi nei momenti di siccità, epidemie o oppressione politica, rendendo il monastero il simbolo stesso della resilienza spirituale e dell’identità della nazione.
Lo splendore artistico del Monastero di Kykkos

Sebbene le strutture originali in legno siano andate distrutte in vari incendi, la ricostruzione successiva ha dato vita a un complesso monumentale di straordinaria bellezza. L’arte diventa uno strumento di elevazione spirituale. I portici e i corridoi del monastero sono interamente rivestiti da mosaici dai colori vibranti e dettagliati, che raffigurano scene bibliche, vita dei santi e la storia del monastero. L’oro dei mosaici riflette la luce, creando un effetto visivo che nell’ortodossia simboleggia la luce increata di Dio.
L’iconostasi della Chiesa Centrale (Katholikon) a tre navate, finemente intagliata nel legno e ricoperta d’oro, custodisce la celebre icona attribuita a San Luca. L’interno è un avvolgente spazio di preghiera, saturo del profumo di incenso e illuminato dai riflessi dei grandi lampadari.
Il monastero ospita una delle collezioni di arte sacra più ricche al mondo, inclusa una sala dei reliquiari coi resti di centinaia di santi, rendendo Kykkos un immenso santuario di intercessione.
“Kykkos non è semplicemente un monumento storico, ma un organismo spirituale vivente; un luogo dove la magnificenza dell’arte bizantina incontra il silenzio dei monti, offrendo ai pellegrini un’esperienza profonda di trascendenza e rifugio interiore.“
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Tra il silenzio dei Monti Troodos, il profumo dell’incenso e la luce dorata dei mosaici, il Monastero di Kykkos continua a raccontare una storia di fede che attraversa i secoli.
Anche oggi Cipro invita il pellegrino a rallentare, ad ascoltare e a lasciarsi sorprendere dalla presenza di Dio nei luoghi, nella storia e nell’incontro con gli altri.
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