Quando è nata la Domenica della Divina Misericordia?
Giovanni Paolo II morì il 2 aprile 2005, alla vigilia della Domenica della Divina Misericordia, suggellando con la sua morte il messaggio che aveva annunciato con tutta la vita. Cinque anni prima, infatti, durante la canonizzazione di Santa Faustina Kowalska (30 aprile 2000), aveva istituito per tutta la Chiesa la Domenica della Divina Misericordia, presentandola come un dono di Dio per il nostro tempo.
In quell’occasione ricordò che la Misericordia scaturisce dal Cuore del Cristo risorto, che mostra le ferite della Passione e dona al mondo pace, perdono e Spirito Santo, realizzando il desiderio espresso da Gesù nelle rivelazioni a Santa Faustina.
Una festa oggi conosciuta e amata nel mondo intero
A distanza di oltre venticinque anni, la Domenica della Divina Misericordia è una delle celebrazioni più partecipate a livello globale. Si celebra in tutti i continenti, con liturgie affollate, pellegrinaggi, momenti di adorazione e la recita comunitaria della Coroncina alla Divina Misericordia: alle ore 15.00 di ogni giorno, si alza dalla terra verso il cielo, l’“Ora della Misericordia”.
Il Santuario di Łagiewniki a Cracovia è divenuto il Centro Mondiale della Divina Misericordia,
Mentre la cittadina di Vilnius in Lituania è la culla storica dell’Immagine del Sacro Cuore di Gesù Misericordioso,
Inoltre, questa devozione si è diffusa ed è ormai radicata anche e viva nei cinque continenti, segno di un messaggio universale particolarmente urgente ai nostri giorni.
Che cosa commuove nella devozione al Sacro Cuore di Gesù, Fonte di Divina Misericordia?
La devozione al Sacro Cuore di Gesù trova nella Divina Misericordia il suo compimento. Non si tratta soltanto di un messaggio toccante di tenerezza, ma di una sorgente reale di salvezza:
- dal Cuore trafitto di Cristo scaturiscono sangue e acqua, segni dell’Eucaristia, del Battesimo e dello Spirito Santo;
- quel Cuore non giudica nessuno, ma si china con identica compassione su ciascun peccatore.
Giovanni Paolo II spiegò con parole densissime che
«Attraverso il cuore di Cristo crocifisso la Misericordia divina raggiunge tutti gli uomini».
Ciò che commuove i credenti è proprio questo: Dio non si stanca di perdonare. Il Cuore di Gesù resta aperto anche a chi si sente lontano, indegno o sconfitto. È una devozione che non consola superficialmente, ma rigenera. Memorabili sono le parole pronunciate da Giovanni Paolo II a Łagiewniki nel 2002, quando consacrò il mondo intero alla Divina Misericordia:
«L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà con fiducia alla Misericordia divina».
Ritratto voluto da Gesù per manifestare la sua infinita Misericordia

Il quadro di Gesù fonte di Misericordia fu realizzato a Cracovia, nel convento che era stato di suor Faustina, fra le sue consorelle e sotto la guida dell’ultimo direttore spirituale della santa, padre Józef Andrasz. Questa immagine ha avuto una diffusione sorprendente ed è sicuramente anche all’origine di una messe sorprendente di grazie. Tuttavia, non è questa l’immagine originale realizzata sotto la dettatura di suor Faustina. Quest’ultima si trova a Vilnius, in Lituania, nel Santuario della Divina Misericordia, e il committente è Gesù stesso.
Dal Diario della Mistica apprendiamo come sono andate le cose:
“La sera del 22 febbraio 1931, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l’altra toccava sul petto la veste, che vi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse: «Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con scritto: “Gesù confido in Te!”. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero». Di seguito il Signore aggiunse parole di peso: «Prometto che l’anima che venererà quest’immagine non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria». Come si vede il Signore associa alla venerazione al Gesù Misericordioso gli stessi benefici per l’anima assicurati ai moribondi che preghino con devozione la Coroncina.
Poi Gesù disse qualcosa di inaudito a proposito del ritratto, qualcosa che più di ogni altra ne rivela il valore, l’unicità: «Il mio sguardo da quest’immagine è tale e quale al mio sguardo dalla croce». Contemplando questa immagine possiamo dunque, contemplare anche noi, oggi, il Crocifisso nel Venerdì Santo di Gerusalemme. E un recente studio, riportato nel libro Suor Faustina & il Volto di Gesù Misericordioso, ha dimostrato che il Volto di Cristo di Vilnius e il Volto della Sindone hanno le medesime proporzioni. Ma c’è dell’altro: il Signore con queste sue parole, riferite a questo quadro e al suo significato ci dice inequivocabilmente che sulla Croce, nonostante sia stato trafitto, deriso, umiliato… c’è un Gesù Misericordioso. Ci dice che anche nelle situazioni più estreme della vita qual è la Croce, la Misericordia di Dio non ci abbandona. Solamente così, con uno sguardo così, la Croce poteva essere un atto d’amore.
In seguito, nella rivelazione dell’8 ottobre 1936, Gesù spiegherà alla sua fedelissima discepola polacca che per beneficiare della sua Misericordia e inondare il mondo di grazie, dobbiamo semplicemente avere fede in Lui, rimettere la nostra libertà con pieno affidamento nella divina Volontà: «La tua grande fiducia verso di Me, mi costringe a concederti continuamente grazie». Per questo il Signore esorta a dire: «Gesù, confido in Te!», facendolo anche scrivere in calce al quadro.
Gesù è pronto a darci le sue grazie anche adesso, nonostante i nostri tradimenti, le apostasie di quest’epoca oscura. Ha detto ancora a suor Faustina, con sguardo al futuro: «Quando i castighi per i peccati verranno su tutto il mondo… l’unico rifugio sarà la fiducia nella Mia Misericordia». E, con un ultimo riferimento al ritratto, avalorando una volta ancora che l’immagine sacra è già per sé divina presenza, ha aggiunto questa esortazione: «Permetti a tutti di procurarsi questa immagine per le loro case perché verranno ancora delle prove. E io proteggerò da ogni sorta di sventura quelle case, intere famiglie e tutti coloro che terranno questa immagine di Misericordia in profonda riverenza».
Dai luoghi della rivelazione ai passi del pellegrino
I luoghi in cui la Divina Misericordia è stata rivelata non sono soltanto scenari della storia: sono ancora oggi spazi di grazia, preghiera e affidamento.
Cracovia–Łagiewniki, dove Giovanni Paolo II consacrò il mondo alla Misericordia divina, e Vilnius, dove è custodita l’immagine originale voluta da Gesù stesso, continuano a parlare al cuore dei credenti.
Per chi desidera mettersi in cammino, trasformando la devozione in esperienza vissuta, proponiamo pellegrinaggi che uniscono preghiera, silenzio, accompagnamento spirituale e scoperta delle radici di questa grande devozione:
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