Dizionario del pellegrino | Parola n°9: Conversione del cuore e pellegrinaggio

Gruppo di Pellegrini in pellegrinaggio

Il giovane Carlo Acutis ha parlato spesso della conversione del cuore, ma ne ha parlato più con la propria vita che a parole. Una verità che mi ha molto colpito frequentandolo, è che il suo movimento di conversione profonda che ha fatto di lui un santo in così poco tempo, non è di ascesi o di addizione (secondo le sue proprie parole che riporto qui: “La santificazione o conversione non è un processo di aggiunta ma di sottrazione. Meno io per lasciare spazio a Dio”).

Non si tratta, dunque, di aggiungere qualcosa alla nostra vita: diventare più virtuosi, più bravi nelle pratiche ascetiche come il digiuno o molto altro. Spesso è a questo che si pensa quando si parla di conversione, ma si tratta in realtà del contrario, in una visione del tutto positiva: lasciando più spazio al Signore (non necessariamente in termini di tempo, anche se può iniziare da ciò). Lui ci dà la capacità di cogliere quel “più di senso” che può dare compimento e pienezza alla nostra vita. Così la vera “metanoia” (termine che significa in greco conversione, ossia: cambiamento di mentalità) è invertire il punto d’appoggio.

Uno spirituale del secolo scorso, un altro Carlo… Carretto, amava dire: “Iniziare da Dio invece che da noi stessi, abbandonandoci come fanciulli alla sua mano… non è poco per chi, come noi, nasce e vive con la convinzione di essere tutto, tutto ciò che c’è di ragionevole su questa terra. Questa è l’esatta convinzione di chi, pur dicendo di credere in Dio e dandosi a belle pratiche spirituali, non lascia spazio vitale al suo intervento in noi e nella nostra storia. Lasciare spazio a Dio… sembra ridurre il nostro”.

Ma sarà proprio così? Lasciamoci almeno il beneficio e lo spazio del dubbio.

Conversione del cuore nel pellegrinaggio: cosa cambia davvero?

Quanti cedimenti di terreno possono avvenire in un pellegrinaggio! “Come abbiamo già avuto modo di spiegarlo, in ogni pellegrinaggio orientato alla conversione del cuore, qualcosa viene a mancarci della nostra “solita terra sotto i piedi”… ed allora l’avventura si fa interessante per chi spera nella conversione del proprio cuore.

Il pellegrinaggio: luogo ideale per la conversione del cuore

Uscire dalla quotidianità e dalla sua routine è il primo passo verso la conversione del cuore nel pellegrinaggio. Ci aiuta a mettere a fuoco i nostri veri desideri.
La fatica fisica e l’essenzialità del poco “di noi” che possiamo portare con noi, uniti all’incontro con nuove persone (finalmente incontrate, perché nella corsa quotidiana spesso anche questo è sacrificato) che con la loro semplice presenza ci rivelano cose nuove anche su noi stessi: la contemplazione dei luoghi sacri e delle meraviglie della natura che dilatano il nostro orizzonte.
Tutto ciò ci spinge a mettere in discussione le nostre certezze, a smuovere un po’ di quell’irremovibile punto d’appoggio che spesso è legato al nostro ego, favorendo un processo di “sbilanciamento” e di trasformazione interiore che ci porta a novità.

Nel pellegrinaggio, il cuore si apre al cambiamento spirituale

Ogni passo, ogni respiro, diventa una preghiera, un’opportunità per un ritorno alla tua vera casa interiore. Un pellegrinaggio è come una fessura di luce nella propria vita, per realizzare un nuovo e più profondo ritorno a casa.

Vuoi vivere un’esperienza di conversione del cuore attraverso un pellegrinaggio?

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Il pellegrinaggio è spesso quel varco silenzioso attraverso cui il cuore si lascia sorprendere. È lo spazio dove possiamo finalmente togliere qualcosa di noi, per lasciar entrare Qualcun Altro.

Se senti che anche per te è tempo di rimetterti in cammino, lasciando che la strada apra nuove vie nel cuore, ti invitiamo a scoprire alcune delle esperienze spirituali che ogni anno accompagnano tanti pellegrini nei luoghi dove fede, silenzio e bellezza si incontrano.