Dizionario del pellegrino | Parola n°13 – La Santità: un viaggio personale

Cristiani in cammino

Che cos’è la Santità?

Ciascuno di noi può avere una concezione particolare della Santità, secondo l’esempio di santi che ha conosciuto, amato e onorato nella propria vita.
C’è chi seguendo le tracce e l’esempio di San Francesco, definisce la santità come imitazione radicale di Cristo e del Vangelo vissuta in povertà e umiltà. Per chi ammira San Bruno di Colonia, fondatore dell’Ordine Certosino, la santità si raggiunge attraverso la vita contemplativa, nella solitudine e nel silenzio del deserto, lontani dalle distrazioni del mondo per concentrarsi sull’essenziale e unirsi profondamente a Dio.

C’è poi tutta la schiera di quanti seguono con interesse i profili dei nuovi santi del XXI secolo, trovando per esempio in Carlo Acutis l’emblema della santità da proporre ai giovani d’oggi. Secondo questo giovanissimo santo, la santità è essere originali e non fotocopie, realizzando il progetto d’amore unico che Dio indica a ciascuno, servendosi di un’autostrada originale verso il Cielo: la Santa Eucaristia.

Ci sono dunque tante forme di santità quanti sono gli esseri umani sulla terra!
Ma ciò che è certo è che, nello zaino del pellegrino, non può mancare questo santo desiderio di mettersi in cammino per rinnovare la propria vita rendendola migliore, nell’incontro col Signore e con i suoi amici, passati e presenti.
Per questo, nello zaino del pellegrino, sarebbe bello introdurre sempre questa preghiera capace di liberare e motivare profondamente i nostri cuori: “amami come sei”.


Amami come sei

Voglio che tu pensi a me sempre” – ci dice Dio. “Quando dovrai soffrire, ti darò forza. Tu mi hai donato l’amore e io ti concederò di amare, al di là di quanto hai mai osato sperare. Ma ricorda: Amami come sei. Non aspettare ad essere santo per amarmi e per abbandonarti all’amore, altrimenti non amerai mai.”

Così dice il Signore: donami il tuo cuore, amami così come sei!

“Se per abbandonarti all’amore, aspetti di essere un angelo, non mi amerai mai.
Amami così come sei: in ogni istante e in qualsiasi situazione, nell’entusiasmo e nella delusione, nella fedeltà e nell’infedeltà.

Amami così come sei: voglio l’amore del tuo cuore indigente. Se per amarmi aspetti di diventare perfetto, non mi amerai mai. Lascia che io ti ami, voglio il tuo cuore.

Conto di plasmarti, ma intanto ti amo come sei e desidero che tu faccia lo stesso“.

Ecco una chiave importante della Santità vissuta nel quotidiano: Amare così come siamo, accettando noi stessi e gli altri, senza pretese e senza limiti.

Ma c’è una ricetta per la santità?

In realtà non esiste una singola “ricetta” standardizzata per inseguire la santità, ma se si vuole diventare santi e se lo si chiede con cuore puro a Dio, come una grazia per la propria vita, ci sono molti percorsi possibili ricchi di valori, che hanno come esito la felicità e la pace con tutti.

Questi percorsi spesso condividono elementi chiave che portano a una vita considerata santa, virtuosa e luminosa. Ecco alcuni degli ingredienti spirituali comuni in diverse tradizioni:

  • Fede e Devozione: Una profonda e sincera relazione con Dio, qualunque sia il Nome che Egli ha per noi.
  • Carità e Servizio: Amore disinteressato verso il prossimo, espresso attraverso azioni concrete e di aiuto gratuito, impregnate di bontà e mitezza.
  • Umiltà: La consapevolezza dei propri limiti è indispensabile nell’atelier della santità, al fine di evitare e rifiutare qualsiasi forma di orgoglio, che esalti la nostra persona a scapito di quella altrui.
  • Preghiera e Meditazione: Componente indispensabile per crescere sul cammino della santità è senz’altro la pratica costante della preghiera, per rafforzare l’unione spirituale con Dio e con i fratelli, in un esigente cammino di disciplina personale.
  • Penitenza e Sacrificio: La rinuncia volontaria a desideri o piaceri materiali è una pratica costante per quanti desiderano purificare lo spirito.
  • Virtù Cardinali e Teologali (nella tradizione cristiana): Alimentare interiormente uno spirito di prudenza, di giustizia, di fortezza, di temperanza, di fede, speranza e carità.
  • Discernimento: Per camminare in santità e giustizia verso una vita felice, che irradi bontà verso tutti, è indispensabile coltivare la capacità di distinguere il bene dal male, ciò che è spiritualmente utile da ciò che non lo è, onde evitare cammini sterili.

In sintesi, la “ricetta” per la santità è spesso considerata un impegno costante nella crescita morale e spirituale, che lascia molto spazio all’originalità di ciascuno (originali e non fotocopie!), piuttosto che una serie di pratiche meccaniche ripetute senza carità e con intenti di perfezionismo… Ricordiamoci la preghiera che ci rivolge Dio: “Se per amarmi aspetti di diventare perfetto, non mi amerai mai”.
In parole povere: la santità non è una meta da raggiungere con la perfezione, ma è un cammino di trasformazione che richiede la disponibilità personale ad aprirsi all’Amore divino, anche e soprattutto nel cuore delle proprie imperfezioni e pochezze.


In conclusione: come definisce la Santità il nostro Catechismo?


Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce la santità cristiana come l’opera di santificazione in noi, scaturente dalla Grazia santificante o Deificante ricevuta nel Battesimo. Ecco le caratteristiche della Santità secondo la dottrina cattolica:

  • Fonte: La santità è il dono gratuito che Dio fa della sua vita, infusa nella nostra anima dallo Spirito Santo per guarirla dal peccato e santificarla (n° 1999).
  • Nome: È chiamata Grazia Santificante o Deificante.
  • Obiettivo: La Santità è la sorgente in noi dell’opera di santificazione, che ci rende capaci di agire sotto la spinta dello Spirito Santo, crescendo nella virtù, e ci prepara alla Gloria della Vita eterna (n° 1999).

In sintesi, la santità è partecipazione alla Vita stessa di Dio e la sua piena fioritura nella vita del fedele.