Chi sono i Santi patroni dei pellegrini?

Conchiglia di San Giacomo sul Cammino di Santiago, simbolo dei santi patroni pellegrini

Tu che sei da anni un fedele pellegrino, e tu che stai per compiere i tuoi primi passi in un cammino che unisce fede e cultura, arte e storia, ti sei mai chiesto quale santo invocare all’inizio di un pellegrinaggio? A chi affidarti, oltre al tuo Angelo custode e alla Madonna dei pellegrini, perché si prenda cura di te lungo ciascuno dei chilometri che percorrerai?

La lista potrebbe essere infinita e personalizzata da ciascuno, perché in fondo ogni santo è stato in qualche modo un pellegrino su questa terra. Lo disse bene san Paolo che nel suo perenne pellegrinare per diffondere il Vangelo definì i credenti come “stranieri e pellegrini sulla terra” in cammino verso la patria celeste (Ebrei 11,13). Eppure esistono nella tradizione cristiana alcuni santi patroni dei pellegrini che potremmo definire “gli specialisti” protettori dei pellegrini.

Chi sono i Santi Pellegrini? Ecco 7 santi protettori dei pellegrini e dei viaggiatori

I “Santi Pellegrini” sono santi per i quali l’esperienza del pellegrinaggio è stata così significativa da divenire ragione stessa della loro santità. Ve ne presentiamo 7 che sono fra i più famosi e tra i più invocati:

  1. San Giacomo il Maggiore, patrono dei pellegrini
  2. San Rocco, protettore dei viaggiatori e degli ammalati
  3. San Cristoforo, patrono dei pellegrini e dei viaggiatori
  4. San Benedetto Giuseppe Labre, pellegrino umile e povero
  5. Santa Brigida di Svezia, mistica e pellegrina
  6. Santa Bona di Pisa, patrona delle guide e dei pellegrini
  7. San Sebaldo, pellegrino missionario itinerante

Sei sorpreso? In effetti alcuni di questi santi ti saranno certamente conosciuti, altri li potremmo scoprire ora insieme.

Le antiche origini dei pellegrinaggi

La pratica religiosa del pellegrinaggio ha origini molto antiche ed è stata uno strumento di devozione e di ascesi molto utilizzato dai cristiani di tutti i tempi. Inizialmente nato come esperienza di conversione, il pellegrinaggio spingeva il fedele a mettere in discussione la propria vita, lasciando tutto ciò che di noto e certo la caratterizzava, per recarsi come esule e straniero in terre lontane, nelle quali avevano avuto luogo eventi sacri, o in luoghi di pellegrinaggio e culto.

Da qui l’etimologia della parola pellegrino, dal latino peregrīnus “straniero” (letteralmente “colui che attraversa un campo, una terra”). Pensiamo per esempio a chi, già nel Medio Evo, si recava in Terra Santa, spesso a costo della propria vita, per vedere almeno una volta nella propria vita i luoghi in cui era vissuto ed era morto Cristo. Tuttavia, se fino all’anno 1000 i pellegrinaggi erano diffusi ma limitati, dalla poca sicurezza delle strade e dall’incertezza dei tempi, dopo il Giubileo del 1300 voluto da Bonifacio VIII divennero una pratica comune a tutti i cristiani.


Ma chi furono i principali Santi Pellegrini, e perché li ricordiamo?

Anche se la loro santità precede e ingloba il giorno in cui essi decisero nel loro cuore “un santo viaggio”, il pellegrinaggio dette indubbiamente ad alcuni di loro la possibilità di svelare pienamente la propria santità.

Simon Bening, Public domain, via Wikimedia Common

San Giacomo il maggiore

San Giacomo era uno dei dodici apostoli, il fratello dell’evangelista Giovanni, col quale condivideva la pesca sulla riva del lago di Galilea quando Gesù li chiamò per camminare dietro ai suoi passi. Fu anche uno dei tre apostoli che assistettero alla Trasfigurazione di Gesù, andando su un alto monte.

Possiamo dire che aveva sicuramente una vocazione da camminatore! Dopo una vita di sequela e di coraggiosa testimonianza, fu fatto decapitare a Gerusalemme da Erode Agrippa, e i suoi resti vennero portati sulle coste della Galizia, in un luogo che in seguito venne chiamato Campus Stellae, “campo della stella”.

Qui avvennero molti episodi miracolosi, a tal punto che il luogo divenne lungo i secoli una delle maggiori mete di pellegrinaggio del Medioevo. Ancora oggi migliaia di pellegrini percorrono il Cammino di Santiago di Compostela.
L’iconografia raffigura San Giacomo con bordone, bisaccia, un cappello da pellegrino, e la conchiglia simbolo del Cammino di Santiago, conchiglia che tutti i pellegrini dovevano raccogliere sulle spiagge della Galizia per dimostrare di essere arrivati fin laggiù. Chi meglio di lui può dunque personificare lo spirito dei pellegrini, dei quali è patrono?

San Rocco

Di origine della cittadina francese Montpellier, san Rocco ricevette un’educazione fortemente cristiana da parte della madre, dalla quale ricevette l’impulso a diventare un “servo di Cristo”, ossia a seguire Gesù nelle sofferenze terrene prima di accedere alla gloria celeste, come si può notare dalla croce rossa marchiata sul suo petto, come simbolo di vocazione eterna.

Il suo sentimento religioso, i suoi comportamenti abituali (consolare il pianto dell’orfano, prestare assistenza all’infermo, dare da mangiare all’affamato), il suo carattere amabile nonostante le sue ricche origini, ricordavano a distanza di un secolo Francesco d’Assisi a cui Rocco era devoto.

Rocco perse giovanissimo entrambi i genitori e decise così di donare i propri beni ai poveri e di mettersi in cammino come pellegrino, dirigendosi a Roma. Durante il viaggio offrì aiuto e conforto ai malati di peste e ai poveri, e da questo gli derivò la fama di santo. Come anche San Giacomo, oltre che come santo pellegrino è ricordato tra i santi da invocare in caso di malattie e di catastrofi naturali.

San Cristoforo

Anche San Cristoforo, il santo di cui si racconta fosse un gigante, è considerato patrono dei pellegrini e, in generale, di tutti i mestieri legati al trasporto, come barcaioli, pendolari, facchini, ferrovieri. Vissuto nei primi secoli cristiani, entrato fin da giovane nell’esercito imperiale, si convertì al cristianesimo e annunciò la sua fede ai commilitoni.

Scoperto, venne sottoposto a numerose torture. Due donne, Niceta e Aquilina, che avrebbero dovuto corromperlo, furono invece da lui convertite. Alla fine Cristoforo subì il martirio in Licia e venne decapitato. Cristoforo, ossia “colui che porta Cristo”, è uno dei quattordici Santi da invocare in occasione di gravi calamità naturali o epidemie.

San Benedetto Giuseppe Labre

Nato in Francia in una famiglia numerosa e poverissima, Benedetto volle abbracciare la vocazione monastica ma fu rifiutato da molti monasteri. Nel 1770, mentre si trovava a Chieri, capì che la sua reale vocazione era di vivere come “vagabondo di Dio”, predicando il Vangelo con l’esempio di un’umiltà e povertà estreme.

Cominciò così a viaggiare per visitare i più famosi santuari europei, e fece pellegrinaggi in Germania, Francia, Spagna e Italia: si calcola che in poco meno di 14 anni abbia percorso circa 30.000 chilometri. Giunto a Roma, visse per qualche tempo sotto un’arcata del Colosseo, ma poi la sua salute peggiorò e morì a soli 35 anni. La sua fama di sant’uomo era tale che al suo funerale parteciparono migliaia di persone.

Santa Brigida di Svezia

Mistica svedese, patrona di Svezia e compatrona d’Europa, santa Brigida si sposò ed ebbe otto figli, ma dopo essere rimasta vedova si dedicò ai poveri e ai bisognosi e trascorse molto tempo in pellegrinaggio in luoghi che ospitavano reliquie di santi, soprattutto in Italia, e in Terra Santa. Fondò l’Ordine del Santissimo Salvatore. Lasciò molte rivelazioni ricevute da Gesù, dalla Vergine Maria e da alcuni santi.

Santa Bona dei Santi Pellegrini
Giovanni Lorenzetti, CC BY 3.0 via Wikimedia Commons

Santa Bona

Santa Bona è oggi considerata la patrona degli assistenti di volo e delle guide turistiche. Originaria della città di Pisa, entrò in convento bambina spinta dall’estrema povertà. La piccola ebbe il suo primo incontro con Gesù a soli sette anni, e decise di dedicargli la sua vita.

A quattordici anni intraprende il suo primo viaggio, in Terra santa, che segnerà il suo futuro. Infatti al ritorno, avvenuto avventurosamente nel 1174, viene colpita da una visione, che la spinge ad unirsi ad altri pellegrini per un viaggio a Santiago di Compostela. In quell’occasione capisce definitivamente che la sua missione in terra è quella di assistere i pellegrini, in un’epoca in cui i viaggi erano lunghi, faticosi e pericolosi.

Le sue doti morali e pratiche la fanno diventare sostegno ideale per tutti coloro che intraprendono quel viaggio, tanto che per altre otto volte la futura Santa si dedica ad assistere i pellegrini nel loro percorso (di nove mesi) verso il santuario spagnolo.
La sua devozione verso i pellegrini, che accompagnerà nel corso della sua vita anche a Roma e al santuario di San Michele sul Gargano, è tale che più di una volta rischierà la vita nei suoi viaggi.

San Sebaldo

Principe danese dell’VIII secolo, ruppe il fidanzamento con una principessa dopo essere stato in pellegrinaggio a Roma, e da allora dedicò la sua vita all’evangelizzazione della Franconia. Sepolto a Norimberga, città di cui è patrono, è spesso raffigurato con bordone, rosario e la conchiglia. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi.

Perché chiedere la preghiera di un santo?

I Santi protettori dei pellegrini sono per noi dei ponti tra terra e cielo: raccolgono le nostre intenzioni più care e le presentano al Signore con il quale hanno una relazione privilegiata, in ragione del loro amore e della carità che li hanno consumati sulla terra. Quando preghiamo un santo, pensiamo che siamo noi ad averlo scelto come santo protettore.

In realtà è lui che ha scelto noi, mettendo nel nostro cuore il desiderio di conoscerlo e di invocarlo. Per questo è bello restare all’ascolto delle mozioni interiori dello Spirito quando ci fa conoscere un nuovo santo, perché questi può diventare un modello di vita nella nostra situazione attuale, aiutandoci a conformarci alla Volontà di Dio sulla nostra vita, nei momenti di gioia, come in quelli di sofferenza e di speranza.