Dizionario del pellegrino | Parola n°12: Il rosario

Mani di un pellegrino che stringono un rosario durante un momento di preghiera silenziosa, simbolo di fede, pace e contemplazione mariana.

Nella bisaccia di ogni pellegrino, che sia in cammino verso un santuario mariano o verso altri luoghi di devozione e di raccoglimento, non può mancare l’umile Rosario, che di generazione in generazione è stato sgranato dalle mani ferventi di miriadi di credenti.

Il Rosario (dal latino rosārium, che significa “rosaio” e “corona di rose”) ha radici molto antiche. Deriva da un’usanza medioevale che consisteva nel mettere una corona di rose sulle statue della Vergine in segno di gratitudine e di devozione. Queste rose erano simbolo delle preghiere “belle” e “profumate” rivolte a Maria dall’amore dei figli. Così nacque l’idea di utilizzare una collana di grani (la corōna: nell’accezione latina, ghirlanda di rose) per guidare la meditazione. Nel XIII secolo, i monaci dell’Ordine cistercense elaborarono, a partire da questa collana, una nuova preghiera che chiamarono rosario, dato che la paragonavano ad una corona di rose mistiche offerte alla Vergine.

Come pregare il Rosario?

Il Rosario è una preghiera meditativa e contemplativa a carattere litanico

La ripetizione litanica delle Ave Maria nel Rosario funge da tessuto ritmico che non esclude la creatività, ma anzi la sostiene, creando lo spazio mentale per la contemplazione dei Misteri di Cristo. Questi ripercorrono tutti gli eventi della vita di Gesù, guardati, custoditi e contemplati con gli occhi innamorati di Maria.

Contemplazione e Creatività

La ripetizione delle formule non è un fine, ma il mezzo per raggiungere la meditazione contemplativa e per crescere nella conoscenza dei Misteri, divenendo sempre più familiari del Vangelo.

  • Supporto Contemplativo: Il ritmo tranquillo e costante dell’Ave Maria funge da “ordito” – secondo la bella espressione di San Giovanni Paolo II – su cui si sviluppa la meditazione dei Misteri (Gioiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi). Questo ritmo aiuta a placare la mente e a favorire un “indugio pensoso” – secondo un altro Pontefice orante, San Paolo VI – rendendo il Rosario una preghiera spiccatamente contemplativa.
  • Focus su Gesù: Ogni Ave Maria è centrata sul nome di “Gesù”, e la ripetizione soave del suo nome e della sua vita (attraverso i Misteri) aiuta a focalizzare la mente sul suo amore, come se ci si mettesse alla “scuola di Maria” per leggere e penetrare i segreti di Cristo.
  • Creatività nella Meditazione: La vera creatività risiede nel modo in cui l’orante si immerge in ogni Mistero, associando i sentimenti di Maria e di Gesù a quel suo momento di raccoglimento o applicando le verità contemplate alla propria vita quotidiana. La formula ripetuta libera la mente, permettendo al cuore di riposare in Dio e di assorbire la dolcezza della Presenza divina, andando oltre la preghiera vocale.

Senza questa dimensione meditativa, il Rosario diverrebbe una “ripetizione meccanica di formule” (San Paolo VI), ma se vissuto con “sguardo fisso su Gesù” e con un ritmo lento, nutre lo spirito e conduce all’unione con Dio.

Il Rosario: Salterio dei poveri

Evolvendosi dal Salterio biblico di Davide (150 Salmi) che veniva quotidianamente recitato nei monasteri, nel Medioevo (circa 850 d.C.), si diffuse l’abitudine fra i laici che non conoscevano il latino, di recitare 150 Padre Nostro (poi Ave Maria) aiutandosi con cordicelle o sassolini, dando vita al “Salterio dei poveri”. La forma attuale, con i misteri e l’attribuzione popolare a San Domenico nel XIII secolo, si sviluppò gradualmente grazie a monaci come i Cistercensi e i Certosini.

La potenza del Santo Rosario cambia la storia

«Non c’è nessun problema, vi dico, non importa quanto può essere difficile, che noi non possiamo risolvere con la preghiera del Rosario». Ad affermarlo è Suor Lucia dos Santos, la più grande dei tre pastorelli che hanno visto la Madonna a Fatima nel 1917. Eppure, in quanti oggi prendono sul serio questa affermazione e si impegnano nella recita quotidiana del Santo Rosario, sia essa fatta da soli, in famiglia o in comunità?

La potenza del Rosario non è un’utopia buona per pochi creduloni, anzi: non sono pochi i casi documentati in cui la recita di questa preghiera, la preferita dalla Madonna, ha influenzato il corso della storia.

Nove tra questi, più o meno noti, sono stati raccolti e narrati in un documentario dal titolo “Historias del Rosario: Ahora y en la hora de la muerte”, prodotto in Perù (guarda il video qui, diffuso solo in spagnolo). Questo documentario è nato quando i registi hanno visto la fotografia di Blas Trevino, un soldato americano che era stato salvato nella guerra in Afghanistan e che, gravemente ferito, teneva in mano un rosario con il pugno chiuso e macchiato di sangue. Da quel momento decisero di fare una serie di viaggi in giro per il mondo con il desiderio di avere una registrazione audiovisiva e controllare di persona “se la preghiera del Rosario potesse davvero cambiare il corso della storia”.

Le nove storie documentate da Walusiak e Pilis non conoscono confini geografici e hanno protagonisti molto vari:

  • dal vescovo di Maidiguri (Nigeria), Mons. Olivier Dashe Doem, che ebbe una visione in cui la recita del Santo Rosario avrebbe fatto cessare nella Diocesi le azioni del gruppo terroristico Boko Haram,
  • alla testimonianza di due donne rapite dai terroristi e fuggite grazie alla potenza della preghiera,
  • passando per il misterioso ritiro sovietico dall’Austria avvenuto nel 1955 grazie a una crociata di Rosari
  • e la storia di Immaculée durante il genocidio in Ruanda nel 1994, che sopravvisse grazie alla recitazione del Santo Rosario che le salvò la vita.

Sono solo alcuni fra gli esempi raccontati che mostrano quanto Maria sia una Mamma che, se invocata, ascolta e intercede immancabilmente per ogni fedele che si rivolge a Lei e al suo Cuore Immacolato con fiducia.

La recita del santo Rosario contro la decadenza

Nel concludere, lasciamo ancora la parola a suor Lucia che, con parole semplici ma nette, mette in guardia dall’abbandono della recita del Rosario:

«La decadenza che esiste nel mondo è indubbiamente la conseguenza della mancanza di spirito di preghiera. Era in previsione di questo disorientamento che la Vergine ha da sempre raccomandato con tanta insistenza la recita del Rosario. Non possiamo e non dobbiamo fermarci, né lasciare, come dice Nostro Signore, che i figli delle tenebre siano più avveduti che i figli della luce… Il Rosario è l’arma più potente per difenderci sul campo di battaglia, per conquistare la pace senza guerra, ma solo con la bontà che scaturisce dal cuore di chi prega».


Così, come ogni pellegrino porta con sé il Rosario come compagno di viaggio, anche oggi possiamo metterci in cammino verso i luoghi dove Maria è venerata con amore.
Dalla grotta di Lourdes al santuario di Fatima, fino ai luoghi silenziosi d’Italia, ogni pellegrinaggio mariano è un invito a riscoprire la potenza di questa preghiera.